Istruzioni

Create tre cerchi concentrici sul terreno, abbastanza grandi da permettere a tutti gli studenti di entrare. Potete anche disegnarli con il gesso. Ogni cerchio rappresenterà una zona. Spiegate agli studenti le diverse zone, facendoli prima posizionare all’esterno dei cerchi. Poi, invitateli a entrare e a immaginare (in silenzio) come si sentono mentre spiegate ogni zona. Dopo ogni spiegazione, fateli uscire di nuovo. Fate l’ultima zona (quella del panico) velocemente, perché potrebbe essere scatenante per alcuni studenti.

  • Zona di comfort: è quella in cui una persona si sente più a suo agio e rilassata. In genere comprende attività familiari e di routine, come passare del tempo con gli amici più cari o giocare ai videogiochi. In questa zona si respira facilmente e la frequenza cardiaca rimane lenta o normale.
  • Zona di sfida: è la zona in cui l’apprendimento e la crescita avvengono attraverso nuove esperienze. La persona è vigile, non completamente a suo agio o rilassata, ma la sfida è gestibile. Ad esempio, si può parlare davanti a una classe, praticare un nuovo sport o sostenere un esame. In questa zona, potremmo avere i palmi delle mani sudati, respirare un po’ più velocemente e sentire una frequenza cardiaca elevata.
  • Zona di panico: è la zona in cui una persona è completamente fuori dalla sua zona di comfort e non è in grado di gestire la situazione o le proprie emozioni. Il pensiero razionale diventa difficile, portando a un’escalation emotiva o a un blocco completo (immobilizzazione). La persona prova angoscia e può diventare un’esperienza traumatica. Un esempio potrebbe essere quello di arrampicarsi in un’area all’aperto pur avendo una forte paura dell’altezza.

Poi chiediamo loro, partendo dall’esterno del cerchio, di entrare nella zona che sentono rappresentare in diverse situazioni. Cominciamo con le attività quotidiane: per esempio, mangiare un gelato (tutti saranno nel cerchio più piccolo), andare al cinema, guardare film dell’orrore (lentamente diremo cose che ad alcuni piacciono e ad altri no). Ripetiamo 12 o 15 domande, facendo uscire gli studenti dai cerchi prima di ognuna.

Poi parleremo di situazioni all’aperto come dormire in una tenda, stare senza telefono, usare la bussola, fare escursioni, qualsiasi cosa ci venga in mente. Se il gruppo è abbastanza maturo, si può anche far dire loro alcune situazioni. Dopo alcuni turni, chiederemo loro di riflettere su come le diverse situazioni possano essere impegnative o meno per le diverse persone e su come dovremmo sostenerci a vicenda in questi giorni.